La Commissione europea ha adottato oggi una raccomandazione sul monitoraggio della COVID-19 e delle sue varianti nelle acque reflue dell’UE.
L’obiettivo è quello di aggiungere uno strumento per il controllo sulla diffusione del virus e delle sue varianti, col fine di contribuire al miglioramento della gestione del problema, da parte della sanità pubblica.

Così Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato:

“L’evoluzione e la diffusione delle varianti della COVID-19 rappresentano una minaccia reale per una risposta efficace alla crisi. È importante utilizzare appieno tutti gli strumenti disponibili per individuare il virus e le sue varianti, al fine di fornire risposte adeguate e tempestive. Il ricorso al monitoraggio delle acque reflue può costituire una fonte di informazioni efficiente sotto il profilo dei costi, rapida e affidabile che ci aiuterebbe a combattere il virus. È anche un buon esempio dei molteplici vantaggi delle moderne infrastrutture ambientali per la nostra salute e il nostro benessere.”

La raccomandazione invita gli Stati membri a istituire sistemi di monitoraggio delle acque reflue e a trasmettere tempestivamente i risultati delle analisi alle autorità sanitarie competenti.
Al fine di poter avere dati comparabili tra loro, dovrebbero venire messi a disposizione metodi comuni di analisi e campionamento.
È quindi di fondamentale importanza promuovere lo scambio delle migliori pratiche tra gli Stati membri, cercando anche di includere paesi terzi che potrebbero non avere facile accesso a tali dati.
Le attività di monitoraggio e analisi vedranno il sostegno finanziario della Commissione, che istituirà anche un’apposita piattaforma europea di scambi.

La raccomandazione rientra nel più ampio programma della Commissione sulla risposta al Coronavirus. In vista della riunione dei leader europei del prossimo 25 marzo, la Commissione invita gli Stati membri a prepararsi a un approccio coordinato in vista di un graduale allentamento delle restrizioni per la COVID-19, quando la situazione epidemiologica lo consentirà.
Tra le azioni che vanno ad articolare questo approccio comune, è in fase di definizione “HERA Incubator”, ovvero un piano europeo di preparazione alla difesa biologica contro le varianti della COVID-19, che vedrà riunito il lavoro di ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori, autorità di regolamentazione e autorità pubbliche per monitorare le varianti, scambiare dati e collaborare all’adattamento dei vaccini.

Su richiesta del Consiglio europeo, la Commissione pubblicherà nel prossimo giugno una relazione sugli insegnamenti tratti dall’esperienza della pandemia e sulla via da intraprendere per affrontare con maggior consapevolezza e reattività le sfide del futuro.