Di fronte al dramma della pandemia e ai suoi effetti devastanti sul piano economico e sociale, l’Unione europea e la BCE sono intervenute per mettere a punto una strategia anticrisi in grado di mobilitare oltre 3.000 miliardi di euro. Una risposta forte, che conferma il fatto che l’Europa, di fronte alla fragilità dei suoi Stati membri, è il quadro di riferimento imprescindibile. Questo vale in particolare per il nostro Paese, destinatario degli interventi più cospicui di sostegno.

La commissione europea, giorno dopo giorno, prepara e coordina una risposta comune alla pandemia da coronavirus per rafforzare il settore della sanità pubblica e quello socio-economico. Primi interventi, fondamentali per l’immediato contenimento del contagio, sono stati quelli relativi alla fornitura di attrezzature mediche e i fondi per la ricerca di cure e vaccini. In piena emergenza, il 19 marzo, la Commissione europea concede totale flessibilità agli Stati membri sugli aiuti di Stato, consentendo, eccezionalmente, di agire in modo rapido ed efficace per sostenere cittadini e imprese; propone che vengano destinati 37 miliardi di euro (dei quali 9 all’Italia), alla lotta contro il coronavirus e ai sistemi sanitari, alle imprese e ai lavoratori colpiti dall’emergenza da Covid-19. Fondamentali e di grande peso economico sono il MES e il SURE, strumenti di supporto economico-finanziario messi a disposizione dei paesi membri: 
–    Il MES, ossia Meccanismo Europeo di Stabilità, serve a garantire un equilibro finanziario nella zona euro: in altre parole, si tratta di un’assistenza ai paesi che devono affrontare o stano affrontando gravi difficoltà finanziarie. 
–    Il SURE, proposto il 2 aprile dalla Commissione, è un aiuto finanziario per salvaguardare i posti di lavoro. Dal 19 maggio il Consiglio dell’Ue lo ha definitivamente adottato come sostegno temporaneo per combattere la disoccupazione a seguito della pandemia: per ogni Stato Membro fino a 100 miliardi di euro di prestiti a condizioni favorevoli per salvaguardare i posti di lavoro, un intervento importante operativo dal 1° giugno 2020.
Più di recente la Commissione ha proposto un nuovo strumento per la ripresa, il “Next Generation EU”, incorporato nel bilancio dell’Unione a lungo termine: la richiesta è quella di raccogliere 750 miliardi sui mercati da destinare alla ripresa. Questo strumento segue il “REACT-EU” per il sostegno alla solvibilità e il Fondo Europeo per lo sviluppo sostenibile con un badget di 11,5 miliardi di EUR.
A seguito delle proposte della commissione per la ripresa dell’Unione Europea si calcola che l’importo di bilancio complessivo, per il periodo 2021-2027, arriverà a 1 850 miliardi di EUR. 
Un intervento notevole dell’UE, inoltre, è stato lo stanziamento di 300 milioni di EUR a favore di Gavi, the Vaccine Alliance per il periodo 2021-2025: si tratta di una misura che permetterà di vaccinare 300 milioni di bambini nel mondo e che permetterà di finanziare una scorta di vaccini contro la diffusione di malattie infettive.
Uno degli ultimi stanziamenti riguarda lo Strumento pilota Accelerator del CEI, con il quale sono stati stanziati circa 314 milioni di EUR: 166 milioni saranno assegnati a 36 imprese per combattere la pandemia mentre più di 148 milioni verranno messi a disposizione di altre 36 imprese che contribuiranno al piano per la ripresa. Quest’ultimo, con una portata totale da 2400 miliardi, ha come obiettivi principali la protezione di vite umane, dei posti di lavoro e dei mezzi di sussistenza.