In occasione della Giornata internazionale della donna, la Commissione ha pubblicato la sua relazione 2021 sulla parità di genere nell’UE, evidenziando quanto la pandemia di COVID-19 abbia avuto un impatto negativo sulle donne. La pandemia ha fatto emergere come le disparità esistenti tra donne e uomini in quasi tutti gli ambiti della vita, sia in Europa che nel resto del mondo, si siano acuite, tanto da poter affermare di aver fatto dei passi indietro rispetto alle faticose conquiste del passato.
Contestualmente, la parità di genere non è mai stata così importante nell’agenda politica dell’UE e la Commissione si è spesa con grande impegno per attuare la strategia per la parità di genere adottata un anno fa.

Tra le azioni volte a questo scopo, nell’ultimo anno la Commissione ha intensificato la lotta contro la violenza di genere, con la primissima strategia dell’UE in materia di diritti delle vittime.

Altro tema centrale è quello della partecipazione femminile al mercato del lavoro: il 4 marzo la Commissione ha proposto misure in materia di trasparenza retributiva per garantire pari retribuzione a donne e uomini che svolgono lo stesso lavoro.

Helena Dalli, Commissaria per l’Uguaglianza, ha dichiarato: “Nonostante l’impatto sproporzionato della crisi COVID-19 sulla vita delle donne, dobbiamo trasformare questa situazione in un’opportunità. Siamo determinati a intensificare il nostro impegno, a continuare a progredire e a non consentire alcun arretramento rispetto a tutti i progressi compiuti in materia di parità di genere”.

Una prospettiva di genere orienta anche altre azioni dell’ UE, occupandone diverse voci del prossimo bilancio. Oltre a ciò, il nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza nell’ambito di Next Generation EU impone agli Stati membri di spiegare in che modo i piani nazionali per la ripresa contribuiranno a promuovere la parità di genere, per garantire una ripresa europea che tenga conto di questa dimensione.

Vera Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato infatti: “Le donne sono in prima linea nella pandemia e ne sono maggiormente colpite. Non possiamo permettere un arretramento, dobbiamo continuare a promuovere l’equità e l’uguaglianza. Per questo motivo l’UE ha posto le donne al centro della ripresa e ha obbligato gli Stati membri a includere la dimensione della parità di genere negli investimenti finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza.”

La Commissione si è inoltre impegnata per promuovere la parità di genere anche al di fuori dell’UE con la presentazione, nel novembre 2020, del nuovo piano d’azione sulla parità di genere (GAP III) per il periodo 2021-2025, un programma ambizioso per la parità di genere e l’emancipazione femminile nell’azione esterna dell’UE.

Per fare il punto dei progressi compiuti in ciascuno dei 27 Stati membri, la Commissione ha inaugurato un portale per il monitoraggio della strategia per la parità di genere.